PROSPETTIVA ROUSSEAU

Dedicato al Prof. Michele Tedesco

"Prospettiva Rousseau" è un taglio di lettura all'interno delle attività della biblioteca. Una prospettiva che indica la strada della lettura del rapporto tra natura e cultura, mondo agreste e urbanità, nel loro equilibrio instabile di sentimenti e sensazioni. Un autore moderno, complesso e affascinante che ragiona su una realtà che prende, forse, una prospettiva "umana troppo umana".

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J.J. Rousseau 1712 - 1778

Foglie gialle in città... in un BoscoUrbano
Fotografia e testi di botanici visionari cittadini, in occasione della Festa dell'Albero.
Salerno 21 Novembre 2021.

Nel BoscoUrbano, essere in città, tra alberi e foglie gialle. Paesaggio in bilico, caduco, fragile, forzato, emblematico di un passato perso per sempre, un futuro in debito e un presente frustrato. Natura e cultura, natura e società, natura e urbanizzazione, gentrificazione, una botanica sempre più archeologica e lontana, la sensazione di non poter più recuperare nulla di un'innocenza perduta, forse per sempre. La scelta tra vita naturale e sicurezza urbana. Cercare il bosco nell'urbano può richiamare alla mente "Poeti a New York" di Garcia Lorca. Eppure, con Rousseau, possiamo insistere sul "vantaggio che si ha quando si scrive sulla libertà mentre si è prigionieri e sulla primavera quando nevica". Essere viandanti in città alla ricerca dei profumi di un bosco, è strano, straniante? Sa di falso? Il "Bosco Verticale" a Milano rientra nell'immaginario di cosa? Esiste un bosco orizzontale, in ogni passo urbano, nei meandri cittadini, tra gli attoniti sguardi di uomini alienati. La natura spunta dappertutto, esclusa si ripresenta, deforme, mutilata, spenta, eppure viva, ci ammonisce che tra i ruderi, cresce meglio e si sa difendere dal vento, dal tempo e dalla storia, meglio di una città. I colori dell'autunno sono forieri di una mediazione forzata tra città e natura. Forse è il momento della semina per un incontro. Osservare dove vanno le foglie gialle, osservare dove piega forzato un ramo, dove langue un filo d'erba, può farci comprendere dove andiamo, chi siamo, chi potremmo essere e comprendere anche se ci siamo perduti per sempre, senza alcun tempo per rimediare. 
Rousseau passeggia solitario per le vie della Parigi del XVIII secolo. Paradossalmente ci sono più viali, parchi e alberi a Parigi, mentre più spoglia appare la campagna nei dintorni, più solo tra la gente, tuttavia. La campagna produttiva è natura? La natura quotidiana, umanizzata ci parla in città? Scorre il mondo urbano intorno a noi, imprendibile e,  allo stesso modo, sfugge alla mente quell'albero che si lascia guardare.