Milano: mostra, Mondo Reale, la realtà come rêverie.

Il "Mondo Reale" è una mostra che si svolge fino all'11 dicembre, presso la Triennale di Milano, organizzata da La Fondation Cartier pour l’art contemporain per prendere parte alla 23ª Esposizione Internazionale, nell’ambito di Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries.

"Se la mostra Unknown Unknowns si allontana dalla Terra per esplorare il mistero dell’universo, Mondo Reale è immaginata come un atterraggio sul nostro pianeta per portare l’attenzione sulle meraviglie che lo compongono e i segreti che sottendono alla sua imperscrutabile perfezione. Tra film, dipinti, fotografie, installazioni e sculture, Mondo Reale esplora la realtà come rêverie, proponendo un'esperienza estetica e contemplativa strutturata intorno alla conoscenza e al suo annullamento: un incontro diretto ed emozionale con molteplici visioni dell'ignoto attraverso la lente dell’arte e della scienza. Il design del percorso espositivo è concepito dal duo Formafantasma e riunisce opere iconiche, alcune delle quali realizzate appositamente per questa mostra, degli artisti: Jean-Michel Alberola (1953, Saida, Algeria), Alex Cerveny (1963, San Paolo, Brasile), Jaider Esbell (1979, Normandia, Roraima, Brasile - 2021), Fabrice Hyber (1961, Luçon, Francia), Yann Kebbi (1987, Parigi, Francia), Guillermo Kuitca (1961, Buenos Aires, Argentina), Hu Liu (1982, Xinyang, Cina), David Lynch (1946, Missoula, Montana, USA), Ron Mueck (1958, Melbourne, Australia), Virgil Ortiz (1969, Cochiti Pueblo, New Mexico, USA), Artavazd Pelechian (1938, Gyumri, Armenia), Sho Shibuya (Giappone), Alev Ebüzziya Siesbye (1938, Istanbul, Turchia), Patti Smith (1946, Chicago, Illinois, USA), Sarah Sze (1969, Boston, Massachusetts, USA) Andrei Ujica (1951, Timisoara, Albania), Jessica Wynne (1972, USA)".

In particolare Jessica Wynne colpisce per le sue fotografie che ritraggono 200 lavagne ricche di numeri, forme, figure, teoremi e formule "disegnate" dai più noti matematici e fisici, in diversi luoghi del globo, inseguendo tracce di gesso.

Il progetto diventerà un libro per la Princton University Press dal titolo Do No Erase come un invito a lasciare impresse, oltre l'ardesia, nella memoria, quell’universo di numeri e simboli.

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