La macchina dell'accoglienza è molto complessa. Proviamo a riassumerla.

"Noi tutti siamo le persone che incontriamo", afferma Alex Zanotelli. Nella società globalizzata e conflittuale, profondamente squilibrata, ma interconnessa, il fenomeno dell'accoglienza è di prioritaria importanza.

Sul finire degli anni Novanta, in Italia, si comincia a far fronte al fenomeno dell'immigrazione. Nasce il PNA (Programma Nazionale Asilo) dall'intesa tra Unhcr, Ministero dell'Interno e l'Associazione dei Comuni. Nel 2002 viene istituito lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). La direttiva di massima era sempre costituita dall'Art. 10 della nostra Costituzione. In seguito alla DIRETTIVA 2003/9/CE DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, del 27 gennaio 2003, fu emanato il Decreto Legislativo 30 maggio 2005, n. 140 da parte italiana. Di qui in poi fu perfezionato e strutturato l'impianto di accoglienza e nascono nel 2018 il SIPROIMI (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati) e, poi, nel 2020, il SAI – Sistema di accoglienza e integrazione (vedi: https://www.retesai.it/la-storia/). Si susseguono nel tempo le organizzazioni dei Centri per l'immigrazione. Molto importante è l'intervento locale dei Comuni. Dall'impegno delle singole realtà amministrative è nata Re.Co.Sol. (Rete Comuni Solidali).