"Il poteRe negato al destino dei Re" al Teatro Giullare a Salerno.

Andrea Carraro rilegge William Shakespeare, stanando la brama di potere dall'interno dei suoi personaggi, attraverso monologhi che hanno fatto la storia del Teatro. "I protagonisti del potere si nascondono infelici e maledetti, tra ansie e bugie. Sabato 20 e 27 novembre ore 20,00 - Domenica 21 e 28 novembre ore 18,00. Info e prenotazioni: 334 768 6321". (Dalla presentazione)

Il "Piccolo Teatro del Giullare" da oltre 30 anni propone spettacoli teatrali di alto livello e di forte impatto emotivo e culturale. Il confronto, questa volta, è con l'autore che più di tutti ha visato il volto complesso del potere e della brama di esso. Andrea Carraro ci conduce all'interno delle complesse personalità egemoniche create dal "Bardo dell'Avon" e cerca di individuare, nei loro tratti comuni, l'ansia che li accomuna, per un destino quasi segnato, inevitabilmente, dalla perdita del loro potere. Tutti gli uomini di potere inevitabilmente lo perdono e sembrano segnati dal subire il destino inevitabile del complotto e dell'egoismo. Un potere negato, alla fine, dall'ansia del potere degli altri, perché la morte dei Re implica l'avvento di un Re successivo, in una sorta di annullamento del singolo e del perdurare della forma del potere stesso. Coriolano, Volumnia, Bruto, Marco Antonio, Cleopatra, Riccardo II, Enrico V, sono personaggi riflessivi e quasi ossessionati dalla propria autocoscienza, osservandosi continuamente, e continuamente scrutando, dentro di sé, il proprio combattersi con se stessi e le oro ombre, con le loro colpe e con la loro innocenza. Sono personaggi concentrati su stessi, con un "Io" ancora, storicamente, impegnato, esistenzialmente, in un processo di formazione, ma dove emerge il filo conduttore della via al disincantamento e alla desacralizzazione della realtà, naturale e sociale. Con un "Io" ancora immaturo, nel singolo, rimane l'orma vuota di un passato che non cede ancora e la forma mai pronta a svanire della paura che è il sentimento più proprio per un'estrema solitudine. (V.S.)

(Consigliamo la celebre riflessione di Ivan Turgenev su "Amleto e Don Chisciotte" edita da Melangolo)


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