"Ci muove la Passione", al Teatro Verdi di Salerno: Recital pianistico del Maestro Costantino Catena

L'artista salernitano sarà al Teatro Verdi il 20 Novembre e ci rilascia la seguente intervista. La Musica colta è un bene comune di elevazione creativa e culturale. Tra i brani in programma la bellezza di Listz nel suo confronto con Dante, anche attraverso, il poema di Victor Hugo Après une lecture de Dante. Programma e prenotazioni.

"Nel recital del 20 novembre al Teatro Verdi inizierò, proponendo il compositore italo-tedesco Ermanno Wolf-Ferrari. Di questo autore, ostracizzato dalle avanguardie del ‘900, ma molto popolare all’inizio del medesimo secolo (nei primi venti anni fu l’autore d’Opera più rappresentato al mondo, insieme a Richard Strauss e Giacomo Puccini) ho riscoperto, presso la Staatsbibliothek di Monaco di Baviera, alcuni brani pianistici inediti (tra cui le Sei Bagatelle) che ho poi inciso per Brilliant Classics, con il sostegno della Coop Art – CESTEM di Roma. Sempre restando agli inizi del ‘900 continuerò con le Estampes di Claude Debussy, un poetico trittico di magiche evocazioni. Pagodes ci porterà a Bali, con le sue scale pentatoniche e le risonanze cristalline dei gong e delle percussioni balinesi. Soirée dans Grenade invece ci trasporterà nella città spagnola, con un’ossessiva habanera che evoca calde notti andaluse. Jardins sous la pluie, infine, ci riporterà nelle atmosfere piovose parigine con una veloce Toccata, basata su due temi popolari francesi.

Cuore del concerto sarà il brano di Franz Liszt Après une lecture du Dante, grande affresco in un unico movimento costruito come un viaggio attraverso la Divina Commedia (un omaggio a Dante nei 700 anni dalla morte). Nella prima sezione tematica vengono rappresentati i gironi caotici dell'Inferno dantesco: gran parte della musica si svolge in un vortice di confusione e violenza, rendendo perfettamente il lamento delle anime dannate all’Inferno. Nella seconda sezione invece Liszt ci regala diversi momenti di grande bellezza trascendentale (come le scene d’amore che ritraggono la sfortunata storia d'amore di Paolo e Francesca) e la gioia delle anime beate. Dopo averne composto una prima versione in seguito alla lettura della Divina Commedia, avvenuta nel 1830, Liszt la revisionò nel 1849 dandole il titolo attuale, mutuato dall’omonimo poema di Victor Hugo Après une lecture de Dante, e la incluse come ultimo pezzo nel secondo volume delle Années de Pélerinage (Italie). Liszt aveva letto la raccolta “Les Voix intérieures” (1837) di Victor Hugo, soffermandosi in particolare sui versi del poema Après une lecture de Dante e riflettendo a lungo sul primo verso della poesia: “Quand le poëte peint l'enfer, il peint sa vie” (Quando il poeta dipinge l'inferno, dipinge la sua vita). Per finire ancora Liszt, con l’appendice alle Années de Pélerinage, Venezia e Napoli. Ricollegandoci a Debussy, anche qui siamo in presenza di un trittico evocativo, basato su temi popolari che Liszt riesce a trasformare divinamente in chiave colta: Gondoliera, basata sul tema della canzone La biondina in gondoleta, ci porta nelle atmosfere veneziane, come anche la successiva Canzone, che è una parafrasi della Canzone del gondoliere dell’Otello di Rossini, il cui testo è ancora una volta dantesco: il famoso “Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria” (Divina Commedia, Inferno, canto V). Il trittico si conclude con una virtuosistica e sbalorditiva Tarantella, basata sulla canzone napoletana di Cottrau, Fenesta ca lucive, che ci riporta a casa".


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