Al ponte di Bezons, a Colombes, Macron ricorda e condanna le stragi del 17 ottobre 1961

Attraverso il Presidente Macron, la Francia riconosce i crimini commessi quella notte sotto l’autorità di Maurice Papon, come imperdonabili per la Repubblica.

Durante la cerimonia che si è svolta, con un minuto di silenzio e con l’incontro con alcuni dei discendenti degli algerini che furono assassinati nella notte del 17 ottobre 1961, in memoria dei sessant'anni dai fatti, la Francia «riconosce le responsabilità chiaramente stabilite» e che «questa tragedia è stata a lungo taciuta, negata o occultata». Da qui l'espressione “La nuit oubliée”, ma che, adesso, viene completamente riconosciuta dalla Repubblica francese. I tragici fatti procedono dalle complesse vicende del processo d'indipendenza algerino e, nello specifico, da una serie di attentati che si erano verificati a Parigi contro caserme della polizia, con la morte di 11 persone. Tutto ciò dette il pretesto, al prefetto Maurice Papon, il giorno 5 ottobre 1961 di emanare ordini restrittivi e coprifuoco solo alla componente algerina della popolazione parigina, “francesi musulmani d’Algeria”. In seguito a una manifestazione di 25-30mila algerini, organizzata dalla federazione francese dell’Fln contro il provvedimento, si scatenò la repressione che causò almeno 120 morti con spari di arma da fuoco da parte della polizia e persone gettate nella Senna, vive o morte. Dodicimila furono gli arrestati, portati in tre luoghi di detenzione, picchiati e segregati.

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