A Kiev, al Museo Varvara e Bogdan Chanenko, "La Pace", splendida opera del Canova

La statua del Canova "La Pace" fu realizzata nel 1815, simbolo di fratellanza e giustizia.

La Pace viene immaginata bianca, innocente, limpida, seppure riferita a Vittoria-Nemesi, dea del ristabilimento della giustizia. Non c'è pace senza giustizia e non c'è giustizia se c'è la guerra, simboleggiata dal serpente. Il panneggio e la forma altera conducono in uno stato perenne ideale dal quale la pace non decade. Dopo tre anni di lavorazione, legati alle complesse vicende del tentativo di invasione napoleonica della Russia e della sua definitiva decadenza, "La Pace" arrivò a San Pietroburgo nel novembre 1816, accolta non solo dal committente, il conte Rumjancev, ma anche da un pubblico, esaltato dalla sconfitta napoleonica e convinto della possibilità di una vera pace potesse realizzarsi a lungo termine. Con la morte del committente, anche la statua segue un declino che perdura per quasi due secoli, vantando una nuova luce a partire dalla recente riconsiderazione critica del Settecento neoclassico. Ora La Pace del Canova, con il resto della collezione del museo, con le sue fattezze rarefatte nel marmo bianco è di nuovo nascosta. Come tutta la bellezza che viene umiliata dalla guerra, anche questa splendida opera si cerca di proteggerla dalle bombe, in nome del valore universale che esprime. Sembra paradossale che proprio a Kiev ci sia una statua così imponente che indichi il senso della pace, ma essa indica anche la promessa e la fede che possa di nuovo giungere un tempo migliore, perché risplenda nuovamente per tutti.

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